domenica, ottobre 31, 2004

DAL VIVO

TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI

 

 

28.10 MILANO - Rolling Stone / ROCK TV

Ingresso gratuito fino alle 22.30

30.10 PONDERANO (BI) – Babylonia

Prezzo biglietto € 8,00

31.10 FIRENZE – Flog

Prezzo biglietto € 8,00

05.11 LIVORNO – Cage / ROCK TV

Ingresso gratuito fino alle 23.00

13.11 MARCON (VE) – Magic Bus / ROCK TV

Ingresso gratuito fino alle 23.00

20.11 S. DONA' DI PIAVE (VE) – Piazza Indipendenza (inizio ore 18)

27.11 BOLOGNA – Estragon

04.12 ESTE (PD) – Sottosopra RockZone (Special Guest GIORGIO CANALI)

10.12 AREZZO – Transilvania Live

15.12 ROMA – Circolo degli Artisti

16.12 QUARTU S. ELENA (CA) – PALASPORT

17.12 REGGIO EMILIA – Transilvania Live

18.12 MILANO – Rolling Stone



Davide Toffolo (chitarra e voce), Luca Masseroni (batteria) ed Enrico Molteni (basso) sono Tre Allegri Ragazzi Morti, gruppo formatosi nel 1994 a Pordenone. La band si esprime in due dimensioni parallele: quella del gruppo rock che non mostra mai il proprio volto se non in concerto e quella che al contrario attiene al mondo della pura immagine nel fumetto “Cinque allegri ragazzi morti”. Il cantante e chitarrista lavora infatti intensamente come autore e disegnatore, numerosi e importanti i suoi lavori editi da Marvel, Kappa Edizioni, Piccola Biblioteca dell’Immagine.

Dopo i primi album autoprodotti solo su audio cassette (Mondo Naïf, Allegro Pogo Morto e Si Parte, ripubblicati poi per intero nel 2002 da La Tempesta nel cd Le Origini), l’instancabile attività dal vivo in tutta la penisola italiana e l’insolito legame con i fumetti, elementi che fanno di loro un piccolo gruppo di culto, raggiungono un contratto discografico con una casa discografica nel 1997, la Aspirine Music, per la quale pubblicano il loro primo disco ufficiale Piccolo intervento a vivo, un LIVE dai caldi toni. Nel 1999 si accasano alla BMG/Ricordi per la quale pubblicano Mostri e Normali. La stessa major ripubblica, qualche tempo dopo, il disco live della band (Piccolo intervento a vivo).

Il gruppo, dopo la pubblicazione di questi due album tuttora disponibili esclusivamente dal catalogo BMG/Ricordi, decide di ritornare indipendente. I Ragazzi Morti allora aprono una loro etichetta (La Tempesta) che viene distribuita dalla Venus.

 

Con questa etichetta pubblicano nel 2000 un EP contenente quattro canzoni, e nel 2001 La testa indipendente. L’anno successivo è la volta di una raccolta dei primi tre demo Le Origini.

Quest’anno ritornano in scena con un nuovo album che si intitola Il sogno del gorilla bianco che contiene 13 canzoni inedite e un’inedita traccia video in animazione di Nuova identità, brano estratto dall’EP Il principe in bicicletta pubblicato dalla band nel 2000. Il disco è stato registrato e mixato al Natural Head Quarter Studio di Ferrara, dove nel 2002 è stato realizzato anche La testa indipendente, il precedente album.

Prodotto da Tre Allegri Ragazzi Morti e Max Stirner, Il sogno del gorilla bianco vede una collaborazione di prestigio come quella di Giorgio Canali (CSI, PGR). Giorgio Canali risultava già come produttore nel precedente lavoro. Questa volta affianca il gruppo in buona parte del disco (nei brani POVERO ME, COUNTRY BOY, BELLA ITALIA, SIGNORINA PRIMAVOLTA) ma in veste di chitarrista.


Discografia:

 

MONDO NAÏF* - 1994, autoprodotto (MC)
ALLEGRO POGO MORTO* - 1995, autoprodotto (MC) (Ripubblicato su CD da
VITAMINIC nel 2000)
SI PARTE* - 1996, autoprodotto (MC)
PICCOLO INTERVENTO A VIVO - LIVE 1997, Aspirine Records (disponibile su BMG/Ricordi)
MOSTRI E NORMALI - 1999, BMG/Ricordi
IL PRINCIPE IN BICICLETTA EP - 2000, La Tempesta
LA TESTA INDIPENDENTE - 2001, La Tempesta
LE ORIGINI - 2002, La Tempesta (racchiude le prime tre MC, contrassegnate con *)
IL SOGNO DEL GORILLA BIANCO - 2004, La Tempesta

 

Sito:

 

www.treallegriragazzimorti.it





















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sabato, ottobre 30, 2004

MUSICA / HAPPENING

Franz Campi in “Parole animate” martedì 2 novembre al Blue inn di Bologna

 

 

 

La parola che prende vita nel giornalismo sportivo della televisione con il linguaggio colorito e la trascinante simpatia di Giancarlo Monari, la competenza tecnica di Alberto Bortolotti, la voce dell’attrice Margaret Collina, il giornalismo d’approfondimento politico di Rudi Ghedini, la chitarra del giovanissimo scrittore noir Matteo Bortolotti: questi gli ingredienti di “Parole animate” di martedì 2 novembre al Blue inn di Bologna dalle 22 in poi.

 

Franz Campi condurrà le interviste e coinvolgerà direttamente il pubblico con i quiz dedicati alla letteratura (“Era una notte buia e tempestosa..” e   L’identikit” per riconoscere gli incipit e gli autori di romanzi famosi), e al cinema (“Questo l’ho già sentito” per indovinare le sigle di film e programmi tv). 

 

Al suo fianco il critico musicale Lucio Mazzi che si incaricherà anche di disegnare il profilo artistico di Giorgio Gaber, l’inventore del teatro-canzone.  Franz e Barbara Giorgi alla voce, Tiziano Zanotti al contrabbasso, Alessandro Altarocca al piano e Filippo Mignatti alla batteria, oltre a proporre qualche brano del proprio repertorio, riproporranno alcune famose canzoni del Signor G.

Consumazioni gratuite e libri in omaggio offerti dalla libreria Pendragon ai vincitori dei giochi.

 

 

Blue Inn Café, via dè Fornaciai 9/3,

per prenotazioni: tel. 051 – 41.80.424

www.blueinncafe.it

 

 

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venerdì, ottobre 29, 2004

MUSICA/ DAL VIVO

Nuovi "luoghi"

 

ARCI DI PORDENONE
COMUNE DI PORDENONE
ASSESSORATO AI SERVIZI SOCIALI

In collaborazione con
COOPERATIVA FAI
UNIPOL ASSICURAZIONI

presentano

Deposito Giordani
VIA PRASECCO, 13 ­ PORDENONE
50 mt dall¹Università

DEPOSITO GIORDANI: un "pacifico attacco" ai sensi
Deposito Giordani: tre anni per trasformare la rimessa delle autocorriere in uno dei contenitori musicali destinati ai live più importanti della regione.  
Una storia che nasce dal basso, dall'incontro delle istituzioni cittadine con l'associazionismo ed il mondo della cooperazione a sostegno della creazione di uno spazio per la musica.
Solo per parlare di quest'ultimo anno dalla riepertura il 30 gennaio, dopo i lavori per l'insonorizzazione, la messa in funzione del riscaldamento ed adeguamento normativo, al Deposito sono stati programmati: il maestro Marco Paolini nella versione musicale con i Mercanti di Liquore, i cicloni rap Frankie Hi Energy e Caparezza, Modena City Ramblers, Meganoidi, Verdena, Giuliano Palma e Bluebeaters, Casino Royale per citare i più importanti.
Un cast che rappresenta quanto di meglio prodotto sulla nuova scena musicale italiana. Tutto in un posto.
Un progetto indirizzato a quel "popolo" della musica che nei week end percorre le strade del triveneto nei music club alla curiosa ricerca di concerti "suonati" ma anche alla frequentazione cittadina come centro d'incontro e di aggregazione.  
Da venerdì 12 novembre con il concerto dei MACACO riparte la programazione dei concerti per quella che sarà una stagione 2004/2005 con molte band internazionali, le novità pop rock rap punk italiane, il jazz, i deejay prima dopo i concerti e ³da soli², le feste a tema in collaborazione con le associazioni ed i progetti speciali compreso ³un flilo diretto² fra arte, cultura ed intrattenimento con Lubiana.
Un grande contenitore attrezzato e creativo per far vivere idee, buona musica con uno "spirito di servizio" per il pubblico sempre più attento ed anche esigente in una vasta area tra Slovenia e Veneto.  

programma concerti:
12 novembre

MACACO

14 novembre

OZRIC TENTACLES

19 novembre

ONE DIMENSIONAL MAN

26 novembre

VERDENA

4 dicembre

RAY GELATO AND HIS BAND

5 dicembre

MISFITS

7 dicembre

PERSIANA JONES

10 dicembre

NICOLA CONTE

11 dicembre

BANDA BARDO'

18 dicembre

HORMONAUTS


programma eventi:

JAZZ IN DEPOSITO

a cura dell'ASSOCIAZIONE FARANDOLA:

18 novembre

PAOLO BIRRO TRIO

25 novembre

JURI DAL DAN TRIO

2 dicembre
NICOLA BOTTOS QUARTET
9 dicembre

FOUR BROTHERS

16 dicembre

ORGAN MAIDNESS TRIO

23 dicembre

AMOS QUINTET



programma feste:

13 novembre

VILLAGE PEOPLE TRIBUTE PARTY

28 novembre

IL GRIDO












































































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giovedì, ottobre 28, 2004

LIBRI/ Incontri -presentazioni

La letteratura basca a Roma

E. Jimenez


Venerdì 29 ottobre 2004 - ore 18,00
Roma
Libreria Odradek - via dei Banchi Vecchi 57
L'ultimo fucile e La voce delle balene di Edorta Jimenez (Tranchida)

















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mercoledì, ottobre 27, 2004

LIBRI NOVITA'

Patrizia Carrano


LA MAGNANI
IL ROMANZO DI UNA VITA

Introduzione di Federico Fellini

In uscita il 29 ottobre 2004
pp. 320
Euro 24,00

Mai come nel caso di Anna Magnani un¹attrice italiana si è imposta al pubblico per la forza della sua figura di donna, dentro e fuori dello schermo e del palcoscenico: "la" Magnani, lei, inconfondibile per la sua capacità di vivere sempre con la massima intensità ogni esperienza, gli amori, le amicizie, le sofferenze, la professione; indimenticabile per la sua capacità di comunicare questa passione di vita a chi le stava intorno. Seguire attraverso questa biografia le sue vicende significa ripercorrere in una chiave inedita quarant¹anni di storia quotidiana dello spettacolo italiano. Registi come Alessandrini e Rossellini, attori come Paolo Stoppa, Totò e Aldo Fabrizi abbandonano la dimensione divistica cui le cronache ci hanno abituato per recuperare quella umana e professionale a contatto con lei, la protagonista assoluta. Come scrive Federico Fellini nell¹introduzione, il libro di Patrizia Carrano "ti prende perché sembra scritto, e non lo è, come di corsa, narrato con una specie di impazienza, una sorta di intrattenibilità vorace, un¹ansia di non fare in tempo a dire tutto, proprio come un bambino quando gli capita qualcosa di molto grosso, di molto emozionante, tale da mozzargli il fiato e le parole in bocca".

Patrizia Carrano, per molti anni cronista cinematografica, ha debuttato come autrice nel 1977, con "Malafemmina, la donna nel cinema italiano" edito da Guaraldi. Dopo "La Magnani" si è dedicata soprattutto alla narrativa. I suoi libri ­ tra cui ricordiamo "Illuminata. La storia di Elena Lucrezia Cornaro, prima donna laureata nel mondo" (Mondadori, 2000) ­ sono tradotti in cinque lingue.

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Assaggi dal libro

Il libro della Carano, racconta la vita della Magnani dalla nascita attraverso l¹infanzia difficile, le prime prove artistiche e poi il successo internazionale. Ma la scrittrice si sofferma anche sulla donna Magnani, le sue debolezze, il suo carattere spesso irascibile, spesso generoso. I suoi amori e soprattutto le sue passioni, confezionando un ritratto di donna eccezionale e unico.
Il ³romanzo² della vita della Magnani è ricco di incontri e amicizie e episodi. Tra i molti personaggi che ne hanno segnato la vita un posto particolare lo occupa Totò:

"La Magnani e Totò erano perfetti: lei guitta, ballerina, sboccata, padrona. Totò ilare, surreale, sfrenato. Totò amava moltissimo lavorare con Anna: di lei aveva una stima smisurata, sul lavoro come nella vita. La chiamava "donna di cappa e di spada, vera signora, generosa, coraggiosa" . Anna lo ricambiava con eguale affetto. Lei che detestava le interviste e odiava la
televisione, accettò di commemorarlo con Lello Bersani al telegiornale del 15 aprile 1967, il giorno della sua morte."

Un¹amicizia la loro ricca di episodi

"Oppure quell¹altra volta, di notte, quando stavano discutendo sul rifacimento della scena del gagà, che avevano riproposto anche nella loro seconda rivista, Volumineide. Lei voleva cambiare qualche battuta, Totò non era d¹accordo. Discutevano pacatamente, mentre Anna guidava il calesse che ¹era comperata. In quel tempo non era possibile usare la macchina, non
c¹era benzina per i privati e Anna aveva deciso di farsi una carrozzella personale, trainata da una cavalla, che aveva battezzato Banana. Ai suoi piedi viaggiava sempre Micia, un pastore tedesco che aveva preso da poco, carogna con tutti e mansueto solo con lei. Discutendo con Totò Anna era arrivata all'altezza di piazza di Siena: poi avrebbe tagliato per Belle
Arti, arrampicandosi per quella collina che fino a qualche decennio prima era verde di pini marittimi e su cui ora s¹appoggiavano quegli sgraziati casoni di lusso. Totò insisteva sulla scena del gagà. Scherzando Anna ordinò: "Micia, piglialo questo capoccione che non vuole sentire ragioni".Senza pensarci un attimo la bestia gli s'avventò contro con un ringhio
sordo. Come una molla, un saltapicchio, Totò fece uno zompo giù dal calesse e cominciò a zampettare furiosamente per tutta la piazza, nel buio fondo dell¹oscuramento col pericolo di beccarsi una sventagliata della PAI. Anna si precipitò ad acchiappare la cagna, ma ormai la bestia s¹era lanciata. Cominciò uno strano inseguimento a tre, fatto di urla, frasi smozzicate
nella corsa, paura, risarola, lazzi, raccomandazioni, timori e guaiti. Finirono tutti e tre su un muricciolo, Micia finalmente tenuta saldamente per il collare, Anna e Totò piegati in due dal fiatone e dal gran ridere.
Banana li aspettava placida approfittando per strappare con qualche elegante boccata un ciuffo di mentuccia nato da una crepa del marciapiede. I tre montarono, la cagna ormai quietata, la discussione su Volumineide ancora vivace."

Un altro incontro fondamentale fu quello con Luchino Visconti (che, a rischio della vita, nascose nel proprio appartamento quando era ricercato dai tedeschi), che significò anche una delusione professionale

"Ossessione. Anna si mangiava le mani per averci dovuto rinunciare. L¹aveva capito subito che Luchino era "uno", che era nato regista, con una incredibile autorevolezza nell¹impostare le scene e nel dirigere gli attori. Bastava vedere cosa aveva cavato fuori dalla Calamai.  Quando era arrivata incinta a Ferrara e aveva capito di non poter costringere Luchino a
rimandare di altri sei mesi la lavorazione che del resto era già cominciata,non s¹era data pace, piangendo tutta una notte, sconsolata e dolente. Sapeva che la colpa non era di nessuno e che quel figlio lei l¹aveva accettato con gioia, senza rimpianti. Ma nello stesso tempo non sapeva rassegnarsi. Aveva accettato di rescindere il contratto senza grane, ma non era voluta
ripartire subito per Roma, ed era rimasta in albergo per vedere come si mettevano le cose. Arroccata nell¹unica stanza con bagno disponibile aveva visto arrivare la Calamai, che s¹era sistemata in una cameretta sul retro senza neppure un gabinetto. Provasse la produzione a chiederle di lasciare la sua stanza. Gliene avrebbe dette delle belle. È vero, nessuno aveva
colpa, ma lei era incarognita dalla delusione e con qualcuno voleva per forza litigare."

Ma se Ossesione fu una occasione mancata, così non accadde per l¹altro grande capolavoro del Neorealismo italiano, Roma città aperta, del futuro compagno Roberto Rossellini:

"Una sera capitò da lei un bell¹uomo, un triestino con un¹aria burbera che aveva già conosciuto a Torino, ai tempi di Alessandrini. Le portò il copione d¹un film che aveva scritto e che voleva girare di lì a qualche settimana. Come non si sapeva. C¹erano due lire e poche attrezzature. Avevano pensato di proporre il ruolo della protagonista alla Calamai, ma era impegnata con Camerini che stava dirigendola in Due lettere anonime e così s¹erano rivolti a lei. Certo sarebbe stata perfetta. Anna lo sogguardò incattivita. Se era tanto perfetta come mai prima erano andati dalla Calamai? In fondo quel film avrebbe potuto accettarlo. Ma chi era il protagonista maschile? "Fabrizi" le fu risposto. "N'artra volta?" sospirò. E quanto lo pagavano? "Mezzo milione". "E allora perché a me solo quattrocentomila lire?" Si mise a baccagliare. "No carino mio, o me date la stessa cifra che a Fabrizi oppure aspettate la Calamai". Ma tu guarda quell¹impunito che sta sempre in mezzo come il prezzemolo. Non aveva proprio voglia di rivederselo davanti. Però il film era belloS Insomma, avrebbe detto di sì. Abbracciò Sergio Amidei, l¹accompagnò fino alla porta e la richiuse pian piano, pensando già a come avrebbe interpretato la parte. Giusta, le pareva giusta. Anche il titolo era azzeccato: Roma città aperta.

Quel ruolo le aprì le porte del cinema drammatico e soprattutto la fece conoscere internazionalmente. Nella sua carriera molteplici saranno gli attestati di stima:

"Edward G. Robinson aveva scritto in un italiano zoppicante: "Cara Anna, con molta ammirazione dal profondo del cuore". Samuel Goldwyn: "Mi siete piaciuta moltissimo", Frank Capra le aveva inviato: "Grande ammirazione e i migliori auguri", Joan Bennet in francese le aveva scritto: "Che meraviglia siete", Charles Laugthon: "A uno di questi giorni, spero, cara e grande attrice". Jean Negulesco le aveva confessato: "Dieci anni fa volevo girare La voix humaine, ma con chi? con chi? Oggi ho visto il vostro film: è così forte, così importante, così semplice che è selvaggio. Grazie. La mia ammirazione totale e definitiva". Ma l¹elogio che le aveva fatto più piacere era quello di Bette Davis: "Siete magnifica". Alla Davis era legata da una sfrenata ammirazione, "da una solidarietà d¹attrice brutta-bella" scriverà poi Montanelli. Appena arrivata a New York aveva chiesto di conoscerla, e poiché la Davis era convalescente d¹una operazione era andata a trovarla in clinica, dove aveva chiacchierato con lei, dispiaciuta di conoscer così poco l¹inglese e di poter rispondere con poche stente parole. Quella con Bette Davis divenne un¹amicizia che durò per molti anni, fino alla morte della Magnani: anche con lei Anna faceva lunghe telefonate transcontinentali,
soprattutto quando le comunicazioni con gli Stati Uniti divennero più celeri."

Tennessee Williams: "Non ho mai potuto fare a meno di far seguire il nome di Anna Magnani da un esclamativo".
Burt Lancaster: "la migliore attrice con la quale abbia mai lavorato, la più rara delle donne con una meravigliosa personalità".

"Piaceva ai poeti. Ungaretti, apparso in televisione qualche tempo prima, le aveva dedicato delle lodi calorose: "T¹ho sentita gridare "Francesco" dietro il camion dei tedeschi e non t¹ho più dimenticata". Pasolini, durante la serata del premio Tor Margana a Roma, le aveva dedicato una poesia, che le aveva letto alzandosi in piedi, mentre Anna chiudeva gli occhi emozionata."

Un¹ammirazione che divenne celebrazione con l¹Oscar:

"L¹apparecchio suonò di nuovo: "Anna, guarda che è vero, ho chiamato l¹Ansa e altre due agenzie. È proprio vero". Quel Niccoli, sempre così composto nelle sue reazioni, sempre così compassato. Anche ora, dalla sua voce traspariva appena una traccia sottile di eccitazione e di contentezza. Anna puntò i talloni sul materasso e s¹alzò a sedere sul letto, la cornetta ben
stretta vicino all¹orecchio, l¹espressione un po¹ attonita d¹un bambino che ha tanto sperato un giocattolo irraggiungibile e all¹improvviso se lo trova parato davanti, e basta una mano per prenderlo. "Ma Niccoli! Ho vinto ¹Oscar!". Lo diceva a Vieri Niccoli, il capo delle pubbliche relazioni della Paramount in Italia, ma soprattutto lo raccontava a se stessa: "Anna, hai vinto l'Oscar!". Da ventotto anni nessun attore straniero era mai salito sul palcoscenico del teatro Pantage di Hollywood per ritirare quella statuetta.
E ora l¹avevano dato a lei, a lei! "Niccoli, vieni subito" e riattaccò. Un attimo dopo il telefono ricominciava a trillare, e non avrebbe smesso per tutto il giorno e parte della notte."

Se con l¹Oscar si aprirono le porte di una dimensione internazionale, per divenire una star hollywoodiana, Roma sarà però sempre l¹orizzonte della sua vita. Roma per le sue strade e il suo ³clima², i suoi umori, sapori e rumoriS per la sua gente e per i ricordi che nella sua città si erano stratificati. Federico Fellini intuì tutto questo e la volle celebrare così madrina della "città eterna" nel suo Roma:

" Un¹apparizione, come una vestale o una figura stregonesca. Il simbolo di  Roma. Tu ti ritrai, fai un sorriso, entri richiudi il portone. Su questa città misteriosa che non si fa svelare".
Anna lo ascoltava, gli occhi pesti, le pupille circondate da due grandi cerchi neri, aggirandosi nel salotto, sedendosi a gambe larghe, il vestito che le si scampanava sulle ginocchia, carezzandosi come se nessuno le volesse bene. Aveva visto il film già quasi terminato in una saletta di roiezione, emozionandosi ai quadri che Fellini aveva composto: la
trattoria, l¹affittacamere, il casino, la metropolitana, i motociclisti nella notte. Ma non sapeva decidersi. "³Vedi"  Federico parlava con quella sua capacità d¹incantare, d¹ammaliare tutti, facendo un film su Roma io non posso lasciare fuori la tua faccia. Tu sei Roma. Hai quel che di materno, di amaro, di mitologico, di devastato".. Al "devastato" Anna non si risentì
minimamente. Da Federico si sentiva compresa, capiva che in quella definizione non c¹era un giudizio, ma un che di ammirativo, di rispettoso per il suo volto, che sembrava un paesaggio sconvolto da calamità naturali o belliche, in cui si leggevano millenni di dolori, di mortificazioni, di nobili rivolte.














































































postato da: Libriedischi | 16:18 | commenti

NOVITA' CD

 

 

GIGI D’ALESSIO

 

QUANTI AMORI

 

Nella prossima tournée ( prevista in marzo in 15 palazzetti dello sport e tra giugno e luglio 2005 nei maggiori stadi italiani ) Gigi avrà qualche problema in più. Per la precisione avrà 13 problemi in più, quante le canzoni del suo nuovo album. Come fare infatti ad escluderne qualcuna dalla scaletta ? Sono già nate per essere di tutti, e tra poco molti si sorprenderanno di canticchiarne le parole in mezzo al traffico, al lavoro, sotto la doccia, e naturalmente assiepati sotto le transenne del palco come è ormai rituale da una decina d’anni. Per il suo pubblico dunque tutto bene; i problemi, ripetiamo, sono di Gigi che si ritrova ormai con una playlist di successi che gli consentirebbe un concerto di una notte intera. Successi consolidati e successi annunciati, come appunto le 13 canzoni di “Quanti amori”, un album ricchissimo, pieno, sicuro che quello che sta offrendo è il massimo, senza ripetizioni né cali di tensione. Un album che suona come “un meglio di…” ancor prima di esserlo.

 

“Quanti amori” rappresenta semplicemente il nuovo punto di arrivo di un musicista che sempre di più e meglio conosce la strada per coniugare melodie vincenti, ispirate, con il suono delle più importanti produzioni pop internazionali. A canzoni che ancora una volta sanno dare il colpo di emozione, l’impennata del sentimento, si dedica un team di musicisti stellare formato da Tony Levin al basso ( ex King Crimson ), Steve Ferrone alla batteria, Michael Thompson alle chitarre, mentre gli arrangiamenti orchestrali portano la firma, oltre che del fedelissimo Adriano Pennino, di Jeremy Lubbock, già con Madonna, Sting, Michael Jackson, Ray Charles. E poi gli amici che Gigi ritrova o scopre lungo la sua strada sempre più ricca di soddisfazioni: Gigi Finizio e Sal Da Vinci ( “Li stimo molto professionalmente, e sono bravissimi: io sono stato solo più fortunato di loro”, dice Gigi );

 

Alex Britti ( sue le chitarre tese, “trasgressive” come le definisce Gigi, in “Non c’è vita da buttare” ) e poi Lucio Dalla, una delle voci di quell’ affresco straordinario intitolato “Napule” cui calza a pennello l’abito del grande classico. ( “Sapevo della grandezza di Lucio”, dice, “ma non mi aspettavo che fosse così grande sia dal punto di vista artistico che umano. Ha letto il testo e ha cantato. Gli ho chiesto: ma come, senza nemmeno cambiare una parola ? Non mi permetterei mai, questa è la tua canzone. Davvero un gigante”).

 

Gigi ha molta voglia di raccontare queste canzoni. Come sono nate, gli arrangiamenti, il piacere che prova nel riascoltarle a disco finito, l’ansia di vederle subito in circolazione ( “E’ la prima volta che non sento la fatica. In genere quando anche l’ultima nota viene missata si tira un sospiro e ci si rilassa, si considera il lavoro un po’ archiviato. Questa volta è diverso, prima dell’uscita del disco ho passato il tempo a riascoltarle, e ho ancora la frenesia, l’entusiasmo del primo giorno che sono entrato in sala” ) .  Scontato iniziare dalla title track, “Quanti amori”.“Volevo scrivere una canzone sull’amore a prima vista, fissare quel momento in cui tutto ci sembra più vero sull’onda dell’ entusiasmo, prima che tutto diventi ripetitivo, rituale. Un po’ ‘cogli l’attimo’ . La traccia n. 2 è “Non c’è vita da buttare”. “E’ nata una sera che sono andato in discoteca con mio figlio più grande. Non è una canzone contro le discoteche o dichiaratamente contro la cultura dello sballo, dico soltanto che i momenti brutti vanno superati e non sepolti sotto l’alcol, l’ecstasy o la musica a migliaia di watt. C’è un verso che dice tutto: “apri al massimo il tuo cuore per la fine di un amore/ c’è più spazio nel tuo cuore per l’amore che verrà”. Insomma c’è sempre un domani migliore. E migliore sarà di sicuro quando la ‘febbre del sabato sera’ tornerà ad essere la ‘febbre del sabato sera’ e non ‘la strage del sabato sera’”. Segue “Liberi da noi” : un tema melodico molto forte, impetuoso, anche se il brano rimane intimissimo. “E’ il ritratto doloroso della fine di un amore, la pena che si prova quando non si ha il coraggio di lasciarsi”.

 

L’amore dunque come il grande motore che muove tutto, ma anche l’amore per la propria città come in “Napule” ultimo dei bozzetti affettuosi che D’Alessio le dedica dopo Sole, cielo e mare”, “Caro Renato”, “Donna Sofì”, “Oi nenna né”. Con la differenza che qui Gigi sorprende da subito ispirandosi nientemeno che alle atmosfere seicentesche delle villanelle che diventano via via canto dei pescatori, quindi canzone “teatrale” colta e raffinata, quindi lirica nell’epilogo dedicato a Caruso e interpretato da Lucio Dalla. Un capolavoro che viaggia idealmente a braccetto con “Spiegami cheré altro brano senza tempo che più che un testo vanta una vera e propria sceneggiatura che idealmente avrebbe potuto scrivere Salvatore di Giacomo o Libero Bovio, o forse lo stesso Viviani, chissà. “L’ho scritta di getto al pianoforte di Carosone che ho acquistato dai familiari dopo la sua morte. Appena è arrivato a casa, mi sono seduto davanti e le note sono arrivate una dopo l’altra, senza fatica”.

 

Gigi, ma tu decidi di scrivere una canzone o afferri l’ispirazione ?

 

Quando dico ‘voglio scrivere una canzone’ è perché sono pronto a farlo. Mi siedo al pianoforte e mi lascio andare. Quello che viene fuori mi suggerisce di cosa dovrebbe parlare la canzone, come se fosse il tema musicale di una determinata scena di un film, il suo commento sonoro. Se Vincenzo D’Agostino è con me, il testo è finito al massimo nel giro di un’ora, altrimenti prendo degli appunti e glieli porto”.

 

Dunque un approccio “visivo”, che in alcuni momenti è particolarmente evidente come ne “Le mani”, altra scena di vita quotidiana che coglie la tenerezza di una coppia invecchiata insieme: “accarezzeremo le rughe della nostra età….”

 

E poi “La donna che vorrei”, che in realtà è quella che hai davanti alla quale stai lanciando una serie di messaggi piuttosto espliciti; “Fiore”, l’allegria tutta primaverile di un amore che nasce nell’adolescenza e che ti priva per la prima volta della tua libertà; “Baila”, l’immancabile gioco a ritmo di merengue che prosegue la tradizione dei “Como suena el corazon”; “Quattro notti per amare”, storia di due amanti in “trasferta clandestina”: un week end in Tunisia; “Africa”, il dramma dei boat people visto dall’oceano di disperazione che è dentro di loro; “Il mondo è mio”, il tema di “Aladin” - il celebre film di animazione della Walt Disney pubblicato di recente in DVD - per la prima volta cantato in italiano in coppia con Anna Tatangelo, e infine “Campioni nel cuore” , sigla del programma televisivo “Campioni di Italia 1.

 

Un inno che va bene anche per il Napoli”, commenta Gigi un po’ rassegnato. “Siamo stati Campioni d’Italia adesso ci dobbiamo accontentare di essere soltanto campioni del cuore”.

Quanti amori”, davvero per Gigi D'Alessio!

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martedì, ottobre 26, 2004

LIBRI NOVITA'

da LATERZA - www.laterza.it

MICHAEL WALZER

"Sulla guerra"

trad. di N. Cantatore

Sulla guerra

2004, pp. 222, 15,00

Sostengo che la guerra a volte è giustificabile e anche che la condotta della guerra è sempre soggetta alla critica morale. La prima proposizione è negata dai pacifisti, per i quali la guerra è un atto criminale; la seconda è negata dai realisti, per i quali ‘in amore e in guerra tutto è lecito’: inter arma silent leges (in guerra, le leggi tacciono)». Michael Walzer è uno dei più autorevoli pensatori contemporanei sul tema della guerra. I saggi che compongono questo libro sono divisi in tre sezioni. La prima affronta temi quali la deterrenza nucleare, l’intervento umanitario, il terrorismo. La seconda analizza alcune delle guerre più importanti degli ultimi anni, come la prima guerra del Golfo e le guerre in Kosovo, Afghanistan e Iraq. Nella terza Walzer immagina un futuro in cui la guerra potrebbe svolgere un ruolo meno rilevante

postato da: Libriedischi | 16:57 | commenti

lunedì, ottobre 25, 2004

MUSICA IN RADIO

DEMOpoint

Toquinho, una delle star brasiliane più famose nel mondo, non dimentica i tempi della sua gavetta che, giovanissimo, lo ha visto debuttare proprio in Italia, accanto al grande Vinicius De Moraes.

L'artista brasiliano, da sempre attento alle nuove proposte musicali, ospiterà in tutti i teatri sedi del suo tour italiano, un DEMOpoint, uno spazio-box interamente riservato a DEMO, dove saranno distribuiti gadget del programma e di Radio1 e dove i musicisti potranno consegnare i loro demo musicali per farli arrivare direttamente a Michael Pergolani e Renato Marengo, autori della fortunata trasmissione di Radio1, che manderanno in onda quelli che il gruppo d'ascolto giudicherà meritevoli.

IL CONCERTO PER DEMOshow

Toquinho sarà ospite a Roma negli studi di DEMO a Saxa Rubra, venerdì 5 novembre. Si tratta di un'anteprima musicale in occasione del suo tour che parte da Verona l'8 novembre e si concluderà il 23 a Catanzaro.

Nella prima parte di DEMO, alle 23,40 parlerà proprio degli inizi della sua carriera e dei suoi primi "provini".

Il DEMOshow con Toquinho andrà in onda in dalle 24,30 all'1,30 della notte tra venerdì 5 e sabato 6 novembre. Accompagnato dalla sua chitarra, l'artista suonerà e canterà bossa nova e sambe dallo studio di DEMO, a Saxa Rubra (Roma).

IL TOUR ITALIANO

Per tutti gli ascoltatori di DEMO, e i giovani talenti musicali che vorranno far visita ai DEMOpoint e portare direttamente i propri demo nei teatri dove si esibirà Toquinho, ecco le date dove saranno presenti i DEMOpoint: 08 nov. Verona, 09 nov. Torino, 10 nov. Ferrara, 11 nov. Cesena, 12 nov. Mantova, 13 nov. Campione D'Italia, 15 nov. Roma, 16 nov. Terni, 20 nov. Bari, 21 nov. Messina, 23 nov. Catanzaro.

* DEMO di Michael Pergolani & Renato Marengo dal lunedì al giovedì ore 23,24/ il venerdì da 23,40 a 1,30, Sabato 23,33

* VENERDI' 5 NOVEMBRE RADIO1 ore 23,40 - DEMO, dalle 24,30 all'1,30 DEMOSHOW ospita Toquinho

Tutte le date del Tour:

ven.05 NOV live ROMA, RADIO 1 RA, VIA ASIAGO
sab.06 NOV prove ROMA, DOMENICA IN, STUDI DEAR
dom.07 NOV live ROMA, DOMENICA IN, STUDI DEAR
lun.08 NOV live VERONA, TEATRO ESTRAVAGAVARIO
mar.09 NOV live TORINO, TEATRO COLOSSEO
gio.11 NOV live CESENA, TEATRO CARISPORT (PALASPORT)
sab.13 NOV live CAMPIONE, TEATRO DEL CASINO'
dom.14 NOV live MILANO, QUELLI CHE IL CALCIO, STUDI RAI
lun.15 NOV live ROMA, TEATRO SISTINA
mar.16 NOV live FIRENZE, SASCHALL
mer.17 NOV live MILANO, MARKETTE, STUDI LA7
sab.20 NOV live BARI, TEATRO TEAM
dom.21 NOV live MILANO, TEATRO DAL VERME
lun.22 NOV live GIARDINI, NAXOS (ME), PALANAXOS
mar.23 NOV live CATANZARO, TEATRO COMUNALE

* Lunedì 15 novembre, al Teatro "Il Sistina" di Roma, Toquinho riceverà ufficialmente il premio per i suoi 40 anni di prestigiosa carriera: per l'occasione a festeggiarlo interveranno amici e colleghi della cultura e dello spettacolo.

TOQUINHO torna ad esibirsi nei teatri in Italia con la sua band. Il tour, denominato "Oltre 40 anni di Bossa Nova" e promosso dalla Palco Reale e da Partners
Ch@nnel-Circuito Musical/Toquinho,coincide con l'anniversario dei suoi 40 anni di carriera artistica. Visto il traguardo prestigioso raggiunto, ancora una volta Toquinho straordinariamente si distingue, presentando in anteprima al grande pubblico un lavoro discografico unico nel suo genere in omaggio ad alcuni dei suoi più grandi e veri amici con i quali ha condiviso il palcoscenico e l'arte della musica come Tom Jobim, V. De Moraes, Baden Powell, C. Lyra, Menescal, ovvero coloro che hanno fatto parte della storia e del fenomeno della "Bossa Nova"

"40 anos de Bossa Nova" (Universal) è un lavoro discografico interamente "made in Brasil", dedicato non tanto a quei "luoghi comuni" in cui spesso viene identificato questo "fantasioso Paese" ma rivolto a quel mondo musicale e culturale che ha cambiato una intera epoca: la "Bossa Nova".

formazione
TOQUINHO: voce e chitarra
SILVA MARIA DE JESUS: piano/tastiere
IVANI SABINO: basso
PEPA D'ELIA: batteria
TIE': vocalista
WALMIR GIL: sax

www.toquinho.com

Palco Reale info tel +39 089382146/ 337400677/ 3356881825/
fax +39 089384696
e:mail
palcoreale@tiscali.it

Una produzione di GIANNI SERGIO/PALCO REALE
su licenza MORETTI/CIRCUITO/TOQUINHO.

Toast Records, musicamusicanti.com e libriedischi.net appoggiano il tour & i DEMOpoint!

www.toastit.com - toast@toastit.com




































































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domenica, ottobre 24, 2004

LIBRI NOVITA'

da MINIMUM FAX - www.minimumfax.com

Manuale per ragazze di successo

di Paolo Cognetti



Un nuovo giovanissimo narratore debutta nella collana nichel.
Sette racconti, sette ritratti di donna. Ragazze in lotta per l'amore, la maternità, il lavoro; donne che viaggiano, fanno carriera o ereditano fortune; donne che perdono il lavoro, vengono tradite e lasciate, provano a fare i conti con la sconfitta; che ricominciano, si ribellano, navigano a vista tra le tempeste del quotidiano. Accanto a loro uomini deboli e disorientati, capaci solo di lasciarsi vivere, privi del coraggio, dell'ironia ma certe volte anche della solitudine che circonda le loro compagne. Con uno stile asciutto e fulminante, e un plot sempre avvincente, Paolo Cognetti ci restituisce, tra educazioni sentimentali e racconti di formazione, i capitoli di un immaginario "manuale per ragazze di successo": sette modi di trovare o perdere la felicità, sette storie che parlano con la voce di una nuova femminilità.




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venerdì, ottobre 22, 2004

PRESENTAZIONI

Andrea De Carlo

Sabato 23 Ottobre - Ore 12

Firmerà le copie del suo libro

"Giro di Vento"



Libreria Feltrinelli Libri e Musica di Pza Piemonte - Milano











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LIBRI / la recensione

A.M. HOMES - " Jack" - MINIMUM FAX - www.minimumfax.com

Minimum fax pubblica ora anche in Italia il libro d'esordio di una delle più talentuose scrittrici americane dell'ultima generazione. La scelta editoriale è azzeccata perchè il romanzo è una piacevolissima sorpresa, fresco, vivace, caratterizzato da un 'ironia molto forbita e divertente. Jack , adolescente in piena crescita, è costretto a subire, nel corso di quella che sembrava essere una piacevole gita in barca, l'outing del padre che gli confessa la sua ormai del tutto consapevole omosessualità. Jack non la prende granchè bene, il suo rapporto con il mondo adulto e le sue imprevedibili problematiche cambia radicalmente, così come la sua stessa idea di "normalità". Il giovane quindi viene su con curioso spirito indagatore, non dando nulla per scontato, recuperando gradualmente un buon rapporto con il genitore gay e rafforzando contemporaneamente la più tranquillizzante intesa con la madre ed il suo nuovo compagno. Un ragazzo "in formazione" alle prese con i falsi tabù e la superficialità di giudizio della società circostante, spesso, tra l'altro, solo ipocritamente tollerante.

pasquale bottone (da www.iltempodileggere.com)

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giovedì, ottobre 21, 2004

CD NOVITA'

MEG

VENERDI 22 OTTOBRE ESCE L’OMONIMO ALBUM DA SOLISTA

 

Venerdì 22 ottobre esce nei negozi, a prezzo speciale, l’atteso album di debutto da solista di MEG, la voce dei 99 Posse. S’intitola semplicemente “MEG” (per Multiformis/BMG Records) e la cantante ne è anche autrice dei testi e delle musiche (eccezion fatta per “Senza Paura” scritta da Toquinho, Vinicius De Moraes e Sergio Bardotti).

La produzione artistica e gli arrangiamenti sono di MEG e di Carlo U.Rossi, in due brani dell’album è presente nella produzione anche Marco Messina (altro storico componente dei 99 Posse e dei Nous con Meg).

 

L’album è stato anticipato dal singolo “Simbiosi”, un brano dalla melodia fortemente evocativa in cui le parti per orchestra, composte dalla stessa MEG, sono eseguite da un’orchestra vera, non campionata: l’Architorti Orchestra. Di “Simbiosi” è possibile vedere anche il video ora in rotazione sulle più importanti emittenti musicali il video, diretto da Riccardo Struchil (regista di Bersani, “Cattiva”; di Caparezza, “Fuori dal Tunnel”).

 

MEG (Maria Di Donna) nasce a Napoli da una famiglia dove si respira musica a 360°: dalla canzone napoletana a quella italiana degli anni '70, dal jazz al pop dei Beatles, dalla samba alla canzone di protesta; questa mistura musicale, unita allo studio del pianoforte, influenzerà inevitabilmente la sua successiva produzione musicale.

Nel '94, durante l'occupazione dell' universita' di lettere, entra nei 99 Posse, dando una svolta nodale alla propria vita, e a quella del gruppo.

Nel 2001 realizza con Marco Messina il progetto Nous, componendo la colonna sonora per lo spettacolo teatrale "Dentro la tempesta", della compagnia sperimentale Krypton, tratto, appunto, da "La tempesta" di William Shakespeare. I Nous prendono attivamente parte allo spettacolo: eseguono le musiche in scena e Meg recita nel ruolo di Ariel. Nel 2002 esce dei Nous il cd “La tempesta”.

Negli anni, varie e  multiformi sono le collaborazioni con altri musicisti: dai Subsonica ai Tiromancino, da Pino Daniele a Roy Paci, dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare a Speaker Cenzou, dai Retina.it ai Technophonic Chamber Orchestra.

Oggi, 2004, approfittando della pausa meritatissima che i 99 si sono concessi, Meg dà alla luce il suo primo disco. Il nome che Meg ha scelto per l’etichetta che inaugura il suo percorso solistico è “Multiformis” che, tra i tanti significati, evoca di sicuro quello di un qualcosa di “non chiuso, non limitato, non definibile da un contorno ma che è interpretabile e leggibile su vari livelli”, come lei stessa afferma.  

 

Il sito ufficiale di MEG: www.m-e-g.it

 

 

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mercoledì, ottobre 20, 2004

LIBRI/ la recensione

CARLA CERATI -"L'intruso"- MARSILIO - wwww.marsilioeditori.it

 

 

 

 

 

Trattare dei rapporti familiari é sempre difficile : :parlare poi del legame filiale tra padre e figlia lo è ancor di più .Carla Cerati, fotografa di fama internazionale, già autrice di romanzi di successo, affronta, in poco più di 170 pagine, un tema spinoso che facilmente potrebbe scadere nella retorica. Così non è. "L'intruso" è un libro bello, toccante, commovente, a tratti di una malinconia lacerante, che lascia il segno.Racconta del difficile rapporto di accudimento di un padre ormai centenario da parte di una figlia quasi 80enne. L' occasione serve ad entrambi per riscoprire e mettere a nudo problematiche mai risolte, conflitti interiori mai affrontati, sentimenti celati e non appieno vissuti. Fino a che punto una figlia deve amare il padre solo perchè è suo padre? Si può odiare o non amare un genitore? E' giusto sacrificare se stessi, le proprie aspirazioni, le amicizie, solo per i sensi di colpa ? Attraverso le intense pagine del romanzo corre tutta la vita della protagonista e della sua famiglia. La vicinanza con la sua amica di una vita, Delia, la aiuta a superare i momenti più difficili, anche una lunga e dolorosa malattia, ma non a trovare le risposte a tutte le sue domande. Il risultato finale è quello di scoprire che in fondo essere figli è difficile quanto essere genitori e che nessuno può spiegarci come fare a calarci appieno in questi ruoli. In definiva è questo l'intento della Cerati, di introdurre più leggerezza in un confronto generazionale sempre più complicato.

Cristiana Lamanna

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martedì, ottobre 19, 2004

MUSICA / RASSEGNE

Neapolis srl & Freak Out presentano la prima data di

Kaleidoscope|01

rassegna trasversale di musica altra

con

RAIZ

 

 

in WOP TOUR

giovedi 21/10 aperte le prevendite (circuito Ticketone, Concerteria, Box Office, Il Botteghino) per il concerto di Venerdi 03/12/2004
presso Teatro Mediterraneo, Mostra d'Oltremare NAPOLI

 

All’anagrafe risulta come Gennaro Della Volpe. Alle cronache musicali s’è presentato come Rais, Raiss, Raiz. Uomo dai mille nomi e dalle mille collaborazioni, ma soprattutto voce caliente della Napoli affermatasi all’inizio degli anni Novanta, quando esplodeva la Tangentopoli locale e, tra club del centro storico e centri sociali, esplodeva soprattutto una nuova scena di talenti musicali capaci di coniugare tradizione e modernità, Partenope e il resto del mondo. Fin dall’esordio, nel 1992, gli Almamegretta rappresentano the next big thing dell’italian wave, il punto di riferimento per il suono di un decennio. Reggae e funky esplodono nell’ugola carnale di Gennaro e scoprono le proprie origini partenopee, tra una tammurriata e un canto a fronna.

 

Con gli Alma Raiz raccoglie recensioni entusiastiche, registra album-capolavori, infiamma le notti, scopre quant’è difficile lavorare per una piccola etichetta indipendente come per una major.

 

Ma la sua curiosità e il bisogno di crescere lo portano spesso ad andare "oltre" la band: la sua voce incontra i Massive Attack, Pino Daniele, Letfield, gli Orchestral World Groove di Gaudì, gli Asian Dub Foundation, Mauro Pagani, dà vita al progetto Ashes con Bill Laswell ed Eraldo Bernocchi, si fa sentire nel "Tangerine cafè" di Luigi Cinque come nell’esperimento sulla taranta salentina di Stewart Copeland. E poi il teatro (Brecht con i Cantieri Teatrali Koreja, i readings canori su versi della beat generation) e il cinema come attore ("Cuore scatenato", il western siciliano di Gianluca Sodaro) e come autore di colonne sonore ("Luna rossa" di Antonio Capuano").

 

Ora è tempo di "Wop", il suo primo album da solista, prodotto da Paolo Polcari e Roberto Vernetti.


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lunedì, ottobre 18, 2004

LIBRI / NOVITA'

da GUANDA - www.guanda.it

Una nuova indagine del commissario Van Veeteren

Håkan Nesser
IL COMMISSARIO E IL SILENZIO
€ 15.00
pp. 312 Narrativa


Il commissario Van Veeteren è stanco. Burbero e solitario, il vecchio segugio medita la pensione. E una vacanza fuori programma. Ma qualcosa di irresistibile e di oscuro continua, nonostante tutto, ad attrarlo. Una donna misteriosa denuncia la sparizione di una ragazzina dalla colonia estiva di Oscar Jellinek, discusso pastore alla guida della setta della Vita Pura. Alla sparizione segue la scoperta del cadavere, e la tranquilla località di Sorbinowo viene scossa da due settimane di inaspettata notorietà. Le indagini sembrano fallire in ogni direzione, intrappolate in un’impenetrabile rete di silenzio. Ancora una volta Van Veeteren seguirà l’inchiesta in tutta solitudine, lasciandosi guidare dall’intuito, fino a trovare un’esile e del tutto illogica traccia.
Nesser e Van Veeteren sembrano voler indagare il caos, la follia, che trasfigurano i boschi nelle «armate del silenzio». Il commissario si rifugia nella musica e negli scacchi, illusioni di un ordine ideale ma fittizio. Ed è qui che l’indagine poliziesca, come spesso in Dürrenmatt, si fa riflessione filosofica, abissale e dall’esito quanto mai incerto.









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domenica, ottobre 17, 2004

LIBRI/ PRESENTAZIONI

Libreria Odradek
via Principe Eugenio 28
20155 Milano
tel. 02 31 49 48


Mercoledì 20 ottobre, alle ore 18
Giuseppe Ciarallo presenta L'ultimo fucile di Edorta Jimenez (Tranchida Editore)

Edorta Jimenez

Sarà presente l'autore.

La partecipazione è libera.













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LIBRI / la recensione

ROBERT MC LIAM WILSON - "Il dolore di Manfred"- FAZI - www.fazieditore.it

Già il primo romanzo, "Eureka Street", aveva accreditato Mc Liam Wilson come scrittore dotato di enorme talento, capace di costruire le sue storie con grande levigatezza formale, ma con un raro senso della profondità, dell'indagine acuta e smaliziata sul'uomo contemporaneo, le sue poche certezze e i suoi mille dubbi esistenziali. L'approccio all'inafferrabilità dei sentimenti, ai sempre più complicati percorsi amorosi in due è alla base di questo bellissimo classico moderno, "il dolore di Manfred" , incentrato su una fatale conoscenza che diventa matrimonio e poi traumatico distacco per la vita. Manfred si innamora all'istante della sua Emma, la conquista, riesce a farla diventare sua moglie ed è poi la sua stessa felicità, l'ossessione crescente del possesso, la lirica contemplazione della bellezza che paradossalmente lo conducono sulla strada di un assurdo delirio, di un atteggiamento morboso e violento nei confronti della sua consorte. Per anni Manfred infligge pesanti sofferenze fisiche ad Emma che subisce senza reagire, silenziosa e apparentemente assente, accrescendo in tal modo la carica aggressiva dell'uomo. Anni di risentimenti nascosti, di muto disprezzo da parte della donna che poi si concludono con una drastica separazione. Da allora in poi Manfred non potrà incontrare la sua ex moglie che una volta al mese, su un panchina pubblica, di spalle, senza la possibilità di guardarla negli occhi : in più potrà solo sentirla al telefono una volta alla settimana. La mancanza del suo unico, grande amore di una vita tortura l'esitenza di Manfred che viene anche colpito da una grave, incurabile malattia. Non ci sarà speranza per lui, il suo dolore sarà un impietoso crescendo che lo condurrà alla fine, pur sempre e, comunque, in nome di Emma. Pagine mirabili di intensissima letteratura che rimane dentro l'anima, oltrechè impressa nella memoria. Capolavoro autentico.

Pasquale Bottone ( da www.iltempodileggere.com)

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sabato, ottobre 16, 2004

ANTEPRIMA CD

ROBERTO KUNSTLER

IL 19 NOVEMBRE ESCE IL SUO NUOVO ALBUM

“KUNSTLER”

 

Noto ai più come l’autore dei testi e di gran parte delle musiche di Sergio Cammariere, il cantautore romano Roberto Kunstler si accinge a pubblicare il suo quarto disco da solista. Intitolato semplicemente “Kunstler”, l’album uscirà il 19 novembre per l’etichetta Aliante di Gianluca DI Furia.

 

Roberto Kunstler, nato a Roma, inizia giovanissimo a suonare e a comporre canzoni. Nel 1979, ancora liceale, si esibisce per la prima volta al Folk Studio dove entra in contatto con i cantautori della scuola romana.

Dopo molta gavetta dal vivo, nel 1984 esce il suo primo 45 giri “Danzando con la notte e col vento” (Saint Vincent 1984) il cui lato B, “Piccola regina del varietà” vince nello stesso anno il Premio Rino Gaetano.
Nel 1985 partecipa al Festival di Sanremo tra le nuove proposte con la canzone "Saranno i giovani" portando un messaggio di pace e libertà. A febbraio dello stesso anno esce il primo album "Gente comune" (BMG). Continua a esibirsi dal vivo in varie città italiane e partecipa come ospite fisso ai concerti di Mimmo Locasciulli. Contemporaneamente studia all'Università di Roma per laurearsi in Storia delle religioni del Vicino Oriente Antico. Nel 1989 esce "Mamma, Pilato non mi vuole più" (Virgin).

In questo secondo album c'è molto mestiere, il che si traduce in una grande cura dei particolari, in arrangiamenti che raramente si ascoltano nell'ambito della musica italiana, e poi nei testi, originali e mai banali.

Nel 1991 è la volta di "Eclettico Ecclesiastico" (Virgin). Terzo album che segna una raggiunta maturità artistica. Tra i brani più suggestivi, "Angelina", "Io contro io" e la bellissima "Poeti del 900", segnalata dalla rivista "Mucchio selvaggio" tra i dieci brani italiani più significativi dell'anno. Non è un caso che la stessa musica diventerà due anni dopo ritornello di "Dalla pace del mare lontano".

Nello stesso anno partecipa al tour "Be-bop- a-lula sotto la tenda" suonando nei principali capoluoghi italiani.


Nel 1992 intraprende una collaborazione artistica col pianista Sergio Cammariere che lo porterà, nel 1993 a pubblicare l'album "I ricordi e le persone". (BMG - contiene "Dalla pace del mare lontano"). Insieme scrivono anche per Paola Turci, "Mentre piove", e per Francesca Schiavo, "Amore e guerra" (Sanremo 1995).

Nel 1997 Cammariere partecipa al Premio Tenco con cinque canzoni di cui Kunstler scrive i testi e parte della musica. In questo periodo collabora anche con Alex Britti con il quale compone il singolo "Esci piano" che fa parte della colonna sonora del film Stressati .

Nel 2001 partecipa con due brani alla colonna sonora di "L'amore probabilmente" di Giuseppe Bertolucci (Festival di Venezia).

Nello stesso anno partecipa al Premio Tenco sia come autore (tre brani eseguiti da Cammariere di cui Roberto ha scritto i testi e parte delle musiche) che come cantautore cantando quattro canzoni del suo repertorio. Nel 2OO2 partecipa ancora al PremioTenco come autore di tre canzoni interpretate da Cammariere di cui ha scritto testo e parte della musica. Nel 2003 partecipa come autore al Festival di Sanremo. Terzo posto e premio della critica con la canzone "Tutto quello che un uomo" (di Kunstler e Cammariere).

E’ autore dei testi del nuovo album di Cammariere, che esce nei negozi una settimana prima di quello di Roberto.

 

Sito ufficiale di Roberto Kunstler: www.robertokunstler.com

 



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venerdì, ottobre 15, 2004

LIBRI / la recensione

STEPHEN E. AMBROSE - "La più grande impresa del mondo" - LONGANESI - www.longanesi.it

Il sogno americano attraverso una delle sue espressioni leggendarie : la costruzione di una lunga ferrovia con una tratta di oltre tremila chilometri in grado di unire la costa atlantica a quella del Pacifico, da Omaha in Nebraska, a Sacramento in California. Una "grande opera" che fu completata nel 1869, nata da un 'idea di un Abramo Lincoln non ancora eletto Presidente. Il saggio ripercorre le varie fasi della realizzazione del vasto progetto, ponendone in evidenza il carattere maestoso, il lungo dispendio di energie, la grande volontà di chi vi lavorò manualmente, con i mezzi limitati dei tempi. Un'impresa da ricordare, una narrazione che affascina e che non dimentica di occuparsi delle inevitabili ingiustizie vissute da coloro a cui furono espropriate le terre necessarie al titanico scopo, gli indiani.

( pasquale bottone - da www.iltempodileggere.com)

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giovedì, ottobre 14, 2004

CD NOVITA' / NUOVI SINGOLI

L'omaggio al "PIRATA"  di Maffoni

RICCARDO MAFFONI

 “UOMO IN FUGA” è il brano scelto per ricordare  MARCO PANTANI

dal 22 otto