![]() |
sabato, luglio 24, 2004 LIBRI/ NOVITA'
IL VIAGGIO DI LEWI L’AUTORE: Fra le più lucide coscienze critiche della società scandinava, Per Olov Enquist unisce sapientemente al gusto per l’indagine storica e al desiderio di essere testimone del proprio tempo, una moderna e avanguardistica capacità di innovazione delle forme. Nato nel 1934 nella regione del Västerbotten, all’estremo nord della Svezia, è scrittore di teatro e di una ventina di romanzi di ambiente storico e di taglio politico, nei quali spicca la forte componente biografica. È inoltre membro del Consiglio Culturale Svedese, della Commissione Radiofonica Svedese e ha lavorato nel sindacato della Lega degli Scrittori. IL SOGGETTO: Dopo Il medico di corte e La partenza dei musicanti, con Il viaggio di Lewi si completa il disegno di una trilogia sulla modernità scandinava e sulla sua peculiare combinazione di razionalismo laico e fede cristiana. Sulle orme del leader del pentecostalismo in Svezia, Lewi Pethrus, e della sua alleanza seguita dalla rottura con Sven Lidman, altra figura carismatica del movimento, Enquist tratteggia un affresco collettivo e contrastivo del Novecento svedese all’interno di un imponente saggio storico-culturale. Metafora dell’incamminarsi, del passaggio e del viaggio, Il viaggio di Lewi è allegoria di una visione aperta e problematica della storia come mutamento e progresso. LA TRAMA: Il romanzo si apre con la visione del cimitero di Christiansen dove Efraim Markström viene sepolto il 16 settembre 1982. Dalla prospettiva di questo personaggio viene osservata la storia di Lewi Pethrus, fondatore e capo indiscusso dei pentecostali, nel suo intrecciarsi con il destino di Sven Lidman, altra figura potente e ambigua, poeta aristocratico decaduto che reagisce con la conversione religiosa al vuoto della crisi. La narrazione si dipana lungo il filo rosso dei quaderni del Lebenslauf di Efraim, ossia il romanzo di una vita che ogni adepto è tenuto a redigere, attraverso i quali viene ricostruita la storia del revivalismo religioso svedese e della creazione di una “chiesa libera” rispetto a quella di stato luterana. Nel testo, la figura di Efraim rimane sullo sfondo, mentre sono le personalità di Lewi e Sven a trovare risalto. Le prime apparizioni pubbliche di Lewi, ragazzo di umili origini, lo vedono nei panni di operaio e sindacalista, intento a organizzare e ampliare il movimento dei lavoratori; nello stesso periodo Sven legge le sue poesie tra le pesanti tende rosso scuro di qualche bordello: parole difficili in un tono disperato, capaci di stordire l’animo femminile. Nell’ambiente aristocratico e decadente che frequenta, Sven conosce Margot. La donna, sposata, s’innamora disperatamente di lui e della sua ars poetica, e i due intraprendono una relazione appassionata, che si concluderà drammaticamente con un aborto clandestino. Nel frattempo Lewi si trastulla con l’idea di diventare uno scrittore proletario, e comincia a interessarsi al fenomeno dei “cascatori” (i primi pentecostali) e del “parlare in lingue”, frequenta il Betelseminarie di Stoccolma e si appresta a diventare un predicatore della piccola comunità di Filadelfia. Riprendendo il miracolo della Pentecoste narrato negli Atti degli Apostoli, il pentecostalismo attualizza per via estatica il “battesimo nello Spirito Santo”. Enquist narra come, grazie all’opera di predicazione e alle doti organizzative di Lewi, il movimento diventi ben presto la religione più influente della società svedese, fino a costituire il nuovo partito politico cristiano-democratico. Ciò trova spiegazione nella base sociale dei suoi componenti: le pentecostali sono per l’80% donne, per lo più sole, ragazze-madri e lavoratrici dei grossi centri urbani. Vittime della modernità, trovano nelle nozze mistiche con Cristo un rifugio sicuro e la sublimazione delle pulsioni e dell’eros, oltre a un senso di appartenenza e di dignità individuale derivante dal rapporto diretto con Dio. Reciso ogni legame con Margot, Sven fa il suo ingresso nell’elite intellettuale e finanziaria di Thiel, dove conosce la bella ereditiera Carin. Sven sviluppa una sorta di ossessione nei confronti della ragazza e, in seguito a un’ambigua relazione, i due giovani si trovano costretti a sposarsi. Ma il matrimonio ha una vita breve e congestionata, e lascerà strascichi di profonda amarezza e delusione nel suo animo. Lewi, invece, sposa Lydia, fervida credente e molto attiva nel movimento pentecostale, che gli darà nove figli. Un’unione benedetta da Dio, secondo quanto dicevano tutti. Durante la prima gravidanza, Lydia si ammala gravemente, ma Lewi si rifiuta contro l’opinione generale di portarla all’ospedale, per affidarsi completamente al destino che Dio ha in serbo per lui. Con la stessa disposizione d’animo di Abramo dinanzi al sacrificio del figlio Isacco, aspetta che il divino si riveli. E il miracolo avviene. In seguito a questa esperienza, scrive un inno che lo rende famoso, e conferma la sua posizione carismatica all’interno del movimento. È in questo periodo che si colloca l’incontro con l’elegante poeta Sven Lidman nel Campo di Dio: ed è amore a prima vista. I due si divertono molto assieme, chiacchierano nei caffè, scoppiano in irrefrenabili risate, e la conversione di Sven al pentecostalismo è subito un evento mediatico. La sua retorica sanguigna e incline a mistificazioni e fanatismo apporta nuova linfa e infiamma i cuori degli uomini e delle donne riuniti “nella ferita nel costato” di Cristo. Da questo momento nasce un intenso sodalizio che si modella e trova completamento nelle reciproche differenze e che, nel confrontarsi con il caso Franklin dapprima (conflitto per il potere di natura ideologica) e con la strana faccenda dei senegalesi labbruti in seguito, dà allo stesso tempo ai due la misura della forza dell’altro. Lewi, nei giorni delle marce dei lavoratori, sente di appartenere alla classe operaia. Tuttavia non si può definire socialista, e una fosca e misteriosa fascinazione esercita su di lui la figura di Hitler. Lo stesso Sven scrive che il nemico è il mondo dell’illuminismo, e che le armi contro di esso sono la devozione assoluta, il sacrificio, la volontà di vivere e morire per un solo signore. Il rapporto tra le due personalità di spicco dell’herrnhutismo svedese comincia a incrinarsi in verità quando Lewi invade il territorio di Sven, e pubblica con Bonniers un volume di riflessioni. Poi Lewi, nel marzo 1922, va in Palestina per quattro mesi, e si smarrisce in una profonda quanto misteriosa crisi personale. Sven, intanto, si insedia in tutte le funzioni di guida; già caporedattore dell’organo ufficiale Araldo, diventa ora presidente del consiglio direttivo di Filadelfia. La depressione porta Lewi a intraprendere un viaggio in America, che lo conduce lontano, nei recessi della sua anima e dei suoi ricordi. Pensa alla madre e alle sue umili origini, e al senso di bruciante vergogna che da esse gli deriva. Cerca figure rivoluzionarie con le quali immedesimarsi. Da un lato plaude al maresciallo Pétain, dall’altro si identifica con la lotta all’apartheid e alla repressione dei neri. Il suo ritorno in patria coincide con la massima fioritura del movimento. Nel 1945 viene fondato un quotidiano, il Dagen, a tiratura nazionale; si apre una banca, si acquistano proprietà, nascono la lega contro l’alcol, una stazione radio, persino un partito politico. Ma le tensioni tra Sven e Lewi si acutizzano. Per il primo i predicatori sono sempre più dei piazzisti, e il movimento si è fatto sistema, un’organizzazione socialdemocratica dei cristiani e dei credenti. La democrazia che Lewi ha instaurato è quanto di più lontano dalla visione teocratica e cristocentrica paventata da Sven. Chiama “spirito dei porci” la commercializzazione del movimento pentecostale. Il suo atto d’accusa viene pubblicato il 28 gennaio 1848. La rottura tra i due si è consumata. Il 14 febbraio 1960 Sven Lidman muore, circondato dai suoi cari. Le sue ultime parole saranno: “Fiasco. Fiasco. Fiasco”. Quattordici anni dopo, Lewi lo seguirà nel Campo di Dio, dove era avvenuto il loro primo incontro. Prima di addormentarsi definitivamente lo sentiranno dire: “Questo non si può spiegare”.
|
|||||||||||||||||||||