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lunedì, gennaio 31, 2005 MUSICA L'INTERVISTA Tao tra Forlì e Liverpool.... Impulsivo, sentimentale, rock, è questo il primo album di Tao, "Forlìverpool", interamente in lingua italiana, ispirato alla musica dei Beatles e ai gruppi della beat generation; lo presenterà giovedì 3 febbraio, dal vivo, presso LA CASA 139 a Milano. La collaborazione di un amico, un box e una branda…ingredienti semplici per la realizzazione di un album, che ruota intorno a sentimenti intramontabili come l’amore. E’ l’amore per la musica, per sua madre, per una lei e per lo spettacolo dal vivo, come momento di forte emozione e comunicazione col pubblico. Tao, il cantante dei contrasti, esprime bene col suo nome, lo spirito del suo lavoro: le contraddizioni emotive, tipiche di ognuno di noi. Come nasce il titolo del tuo album? Forliverpool è legato al nome di due città: Forlì, dove ho registrato l’album, nello studio casalingo di un mio caro amico, David Sabiu, produttore di Nek, di Madreblu e dei Naftalina e a Liverpool la cui musica mi ha sempre molto ispirato. Al di là del luogo fisico, spero che possa esprimere una sorta di dualità della mia musica e di come sono io caratterialmente, da un lato molto italiano, passionale, istintivo e dall’altro più malinconico, introspettivo, legato insomma a una certa inglesità. Nella filosofia cinese, il Tao dà origine al mondo e lo regge, le tue canzoni a cosa vorrebbero dare inizio? Tao può sembrare un nome pretenzioso, ma in realtà vuole solo essere spiritoso, vuole sdrammatizzare quei contrasti emotivi che fanno parte di ognuno di noi. Tao significa anche strada, percorso verso una meta, che per me non consiste necessariamente nel vendere dischi; mi emoziona stare sul palco, scambiare energia con chi mi ascolta. La vendita dei dischi e il successo sono solo mezzi che consentono ai cantanti di continuare a scrivere canzoni. A chi si rivolgono i tuoi testi?Sono rivolte a un Tu ideale, spesso a una lei, ma non necessariamente a una persona fisica, anche a un’idea, alla musica, a una speranza. Sono dirette a un pubblico vasto che va dai teenager ai 50enni nostalgici della beat generation.In quanto tempo hai realizzato l’album? Le canzoni sono il risultato di qualche anno, mentre la realizzazione del disco è avvenuta in meno di un mese…mi sono ritrovato a registrare e a vivere, dormendo la notte su una brandina, nel box di casa del mio amico, adibito a studio di registrazione. E’ stata un’ esperienza molto intensa! Quante volte, essendo tu un cantante esordiente, hai pensato di mollare tutto? Non dico tutti i giorni, ma molto spesso…è pur vero che altrettanto spesso ho pensato il contrario, in questo mi sento molto Tao. Fare il cantante, il cantautore, creare un’etichetta con le proprie mani è un’esperienza titanica, ma la voglia di andare avanti è più forte! Per alcuni, Sanremo è stato un trampolino di lancio,tu hai mai pensato di parteciparvi? Inutile dire che nessuno disdegna Sanremo, neanche il cantante più di nicchia, ma per un esordiente rischia di diventare uno specchio per le allodole, potrebbe bruciarti prima ancora di emergere; per ora è un argomento che che preferisco rimandare. Francesca De Rosa per www.musicamusicanti.com |